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Palazzo Pignatelli

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La denominazione di Palazzo Pignatelli, in cui è impiantato il Museo Nobile, è piuttosto recente; risale infatti agli anni 80 del trascorso secolo allorchè furono rinvenute decorazioni dipinte sulle pareti di alcuni ambienti, tra cui campeggia lo stemma della famiglia Pignatelli già feudataria di Lauro. Fu allora intuito come il palazzo fosse stato, in passato, dipendenza del Castello, ma non di più, per lacuna documentaria. Dalla “Relazione illustrativa” del progetto di restauro architettonico del detto palazzo, redatta nel 1928,è fatto riferimento alla costruzione originaria come voluta dalla Contessa Maria Sanseverino feudataria di Lauro dal 1529 al 1540, ma la notizia è priva del riferimento delle fonti. E’ noto ancora che col sismo del 1649 venne gravemente danneggiato il Monastero della S. S. Trinità in Lauro, circostanza che costrinse le monache a cercare altra dimora in una “casa palatiata fabricata e accomodata per clausura”. La casa “palatiata”, cioè un palazzo e non una comune casa, sembra proprio riferirsi a Palazzo Pignatelli anche perché è noto come vi fossero state qui, per qualche tempo, le monache e l’adattamento a clausura del fabbricato era, in parte, ancora evidente prima del restauro. Nel XIX secolo l’immobile fu acquisito allo Stato; nel 1889 il Comune di Lauro, con deliberazione di giunta, ne accettò la concessione dal demanio e con deliberazione consiliare dell’aprile 1899 furono autorizzate le spese per l’adattamento dei locali a nuovi usi servirono per aule scolastiche almeno fino agli anni intorno al 1960. L’ingresso al Palazzo Pignatelli è costituito da un grande fornice con arco a sesto che immette in un atrio- cortile utilizzato, nelle serate estive, per lo svolgimento di concerti e spettacoli. Al piano terreno un ordine di cinque stanze, indi un largo scalone che conduce al piano superiore composto di due ambienti e di un vasto salone adibito a Museo Nobile descritto innanzi. Nelle stanze del piano terra vi era disposto il Museo dell’arte Naive. E’ da premettere che in Lauro viene annualmente celebrata la sagra di questo genere d’arte, In queste sale del Museo c’è dell’altro da osservare venuto alla luce per caso. Si era verso l’estate del 1980 e dovendosi ricavare un nuovo vano in una sala, fu notato, nel praticare l’apertura nella parete, la presenza, su questa, di dipinti coperti da vari strati di tinteggiatura sovrapposti da secoli. Si rivelarono così, le , le decorazioni a grottesche scoperte, dopo opportuni sondaggi, in tutte le sale del piano terreno, sulle pareti delle scale e della saletta del primo piano. Con lento lavorio di spugne e spatole furono liberate dalle incrostazioni, e benchè frammentarie, si prestarono ad una lettura coerente e complessa. Si tratta di un mondo pittorico che presenta ripetutamente volti mostruosi, coppe fumanti, fauni ed arieti, ornati con motivi vegetali, festoni floreali, animali antropomorfi. Presenti anche figure allegoriche ed episodi come il mito di Atteone, e favole di fedro. Un genere, in parte già noto nella Roma imperiale che viene imitato e sviluppato nel Rinascimento e rapidamente diffuso ad opera dell’Allori e di altri pittori come il Vasari il quale definisce le grottesche” una spezie di pitture licenziose e ridicole molto, fatte dagli antichi per ornamento (…) i quali fanno di quelle cose senza alcuna regola (…) furono poi regolate con fregi e spartimenti”.  L’opera non porta la data né firma d’autore è possibile però intuirne il periodo di produzione che si ricaverebbe dalla presenza di stemmi nobiliari dipinti tra le stesse decorazioni e riferibili a Scipione II Pignatelli e alla consorte Donna Vittoria della Tolfa feudatari di Lauro e titolari del Palazzo dal 1582 anno del loro matrimonio. Le grottesche, perciò, non andrebbero collocate in data anteriore alla suddetta, né posteriore anno di morte di Donna Vittoria. Successivamente alla scoperta delle Grottesche si ricorse sollecitamente ai primi interventi, all’epoca dell’amministrazione dell’Avv. Ottavio Colucci. Seguì poi un parziale restauro durante l’amministrazione dell’Avv. Luigi Ferraro; e da anni si attende il completamento.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 14 Aprile 2009 11:42 )  

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